Camilla, la ricercatrice che ha scelto il mare come casa

Camilla, la ricercatrice che ha scelto il mare come casa

“Perché io no?” è il nome di una barca, ma anche quello che si è chiesta Camilla Bertolini quando ha deciso di mollare il suo lavoro di ricercatrice per andare a viverci, in quella barca. Camilla è una biologa marina, o come precisa lei, un’ecologa marina e velista per passione. Fino a qualche anno fa ha lavorato come ricercatrice per Ca’ Foscari e dal marzo 2024 vive all’interno di una barca a Brindisi. “A un certo punto ho detto basta alla ricerca fine a se stessa e alle politiche del mondo accademico. Avevo bisogno di mettere in pratica anni di studio e ricerche. E poi divulgare”.

Racconta la biologia marina, i piccoli abitanti dei fondali, i molluschi e il rispetto del mare ai bambini nel porto di Brindisi, ma Camilla la si incontra anche in rete dove ha un blog di divulgazione scientifica e un canale YouTube. In rete ha scelto di usare il nome di Stenella, un tipo di delfino dalla pelle color grigio scuro con striature più chiare, noto per i suoi comportamenti acrobatici come saltare e inseguire le barche.

 

 

Lavorare per il mare

Ora Stenella per vivere lavora con “Sea the Change”, una startup a vocazione sociale nata dalla volontà di tre economisti ambientali di portare impatto positivo sui nostri mari e alle comunità locali, con la mission di connettere la tutela dei mari con la sostenibilità aziendale, fornendo soluzioni per l’ambiente, la società e le aziende. Quindi nascono progetti ambientali ad “impatto positivo” per quanto riguarda la decarbonizzazione, la biodiversità, e l’inquinamento. Nei progetti vengono coinvolte le comunità ambientali e contemporaneamente si riesce ad agire, nel caso in cui siano coinvolte le imprese, sulla cultura aziendale.

Camilla è nata a Roma e ha vissuto all’estero parecchi anni, ma quando ha deciso di rientrare in Italia, ha scelto come dimora Venezia e la sua laguna. Qui è nata la mamma, grazie alla quale ha iniziato ad amare la città e l’acqua, le velme, le barene e i canali che la circondano. In laguna, inizialmente ha messo a frutto le sue conoscenze, il suo bagaglio di studi e di esperienze maturate all’estero. Si è occupata delle conseguenze che hanno i cambiamenti climatici sulla laguna e in particolare sullo sviluppo e l’allevamento dei molluschi bivalvi che vivono in questo magnifico specchio di acqua. Studi per capire come dovranno essere cambiate le tecniche di allevamento in un prossimo futuro. Laureata in Inghilterra e con un dottorato in Irlanda, Camilla ha vissuto in Canada e ha lavorato come biologa marina in Olanda. Il soggiorno veneziano come ricercatrice è trascorso tra le ore passate a elaborare modelli matematici e quelle – lei dice poche rispetto a quanto vorrebbe – sul campo in laguna. Ha pure vinto una borsa di studio della prestigiosa Marie Curie Alumni Association, per un progetto che mira a riportare in alto Adriatico e in laguna le ostriche autoctone, soppiantate da quelle giapponesi. Quest’ultime importate negli anni Ottanta. La laguna e il suo habitat non sono solo una questione di lavoro per Camilla. Anzi. È soprattutto un fatto di passione e rispetto. Per questo la biologa ha collaborato, nel periodo veneziano, anche con l’associazione “We Are Here Venice”, diretta da Jane da Mosto. Un’associazione non-profit e indipendente dedicata alla conservazione e alla valorizzazione di Venezia come una città viva e vera. Da anni, infatti, WahV si batte perché la laguna sia strumento di sviluppo sostenibile e di benessere per la città.

Cambio di rotta

Quindi la decisione di lasciare l’alto Adriatico e di andare a vivere in barca a Brindisi. La barca è quella del padre, dove lei fin da piccola ha iniziato ad amare il mare, i suoi abitanti, il vento e la navigazione. È stato naturale per Camilla dire “Perché io no?” è casa. La barca a vela era ormeggiata in Grecia e Stenella, da sola, dopo 18 ore di navigazione l’ha riportata in Italia. Racconta “È stato faticoso ma alla fine ci sono riuscita. Avere come casa una barca ti fa ripensare il modo di vivere. Tutto diventa molto minimalista e capisci subito cos’è il superfluo – continua la biologa -. Il più bel viaggio? Da Brindisi fino al Portogallo con Rob, il mio compagno, che vive anche lui qui in barca. Ogni viaggio ha il suo perché e in mare cambiano i rapporti. Comandano il mare, il vento e la barca. Quando spegni il motore, il mare blu, il rumore del vento e quello della barca sulle onde fanno subito sparire tutto quello che pensi a terra“.